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Tipologie di distribuzione nel locale bagno

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La distribuzione terminale nel locale bagno può essere realizzata tramite differenti soluzioni impiantistiche. Vedremo di seguito le principali e le relative varianti nelle loro applicazioni tipiche, analizzandone gli aspetti tecnico-funzionali oltre a quelli legati al tema dell’igiene.

La distribuzione a T prevede l’ingresso dell’acqua calda e fredda nel locale bagno da un unico punto in cui viene installato un gruppo con intercettazioni generali. La distribuzione all’interno del locale bagno avviene per mezzo di un tubo comune (detto dorsale) dal quale si staccano delle derivazioni, attraverso dei raccordi a T, che vanno a servire la singola utenza. Nella distribuzione con derivazioni a T si rinuncia all’equilibratura dell’impianto e alla possibilità di intercettare le singole utenze, al fine di avere una soluzione più economica e di semplice installazione.

Fig. 10: Distribuzione a reti ramificate dal basso con derivazione a T

APPLICAZIONI TIPICHE

Residenziale: appartamento, villa o applicazioni commerciali equiparabili.

 

OSSERVAZIONI

Le utenze vengono utilizzate tutte ed in maniera continuativa; non vi sono particolari rischi di stagnazione ad eccezione dei tratti che vanno dalla derivazione a T all’utenza servita.

La lunghezza complessiva delle tubazioni impiegate è limitata poiché la dorsale è un tratto di tubazione comune. La disponibilità di ACS alle utenze è garantita in tempi rapidi.

Occorre prestare attenzione alla presenza di connessioni sotto traccia.

DISTRIBUZIONE DALL’ALTO

In edifici adibiti ad uffici o terziario, spesso le distribuzioni al piano sono realizzate nei controsoffitti dei corridoi. Si tratta quindi di una distribuzione a T, in cui le derivazioni raggiungono le utenze dall’alto.

Fig. 11: Distribuzione a reti ramificate dal basso con derivazione a T e ricircolo al gruppo con intercettazioni generali
Fig. 12: Distribuzione a reti ramificate dal basso con derivazione a T e ricircolo all’ultima utenza
Fig. 13: Distribuzione a reti ramificate dal basso con derivazione a T e rete non potabile

La distribuzione a passante prevede l’ingresso dell’acqua calda e fredda nel locale bagno da un unico punto in cui viene installato un gruppo con intercettazioni generali. La distribuzione all’interno del locale bagno avviene per mezzo di un tubo comune dal quale si staccano delle derivazioni, attraverso dei raccordi a U, che vanno a servire la singola utenza.

Fig. 14: Distribuzione passante

APPLICAZIONI TIPICHE

Albergo oppure ospedale ad elevata automazione, grandi impianti con utenze a rischio.

 

OSSERVAZIONI

Questa soluzione si presta per essere impiegata in strutture le cui utenze potrebbero essere utilizzate in maniera discontinua o dove possono esserci lunghi fermi dovuti alla presenza di locali inoccupati. Il rubinetto elettronico (variante 2) e la stazione di flussaggio (variante 3), generano dei flussaggi controllati al fine di garantire la movimentazione di acqua calda e/o fredda con cadenze programmate oppure ogni volta che non viene rilevato passaggio di acqua per un determinato periodo.

Fig. 15: Distribuzione passante con ricircolo all’ultima utenza
Fig. 16: Distribuzione passante con rubinetto elettronico

La distribuzione passante ad anello prevede l’ingresso dell’acqua calda e fredda nel locale bagno da un unico punto in cui viene installato un gruppo con intercettazioni generali. La soluzione consente di mantenere una distribuzione ben equilibrata in quanto l’acqua può arrivare alle singole utenze da due direzioni: dalla linea passante che serve tutte le utenze in serie e dall’anello che chiude il circuito nella parte inferiore.

In corrispondenza delle utenze sono presenti dei raccordi sottotraccia con forma ad U; una parte di acqua viene utilizzata per servire l’utenza ed una parte prosegue verso l’utenza successiva. Le utenze sono quindi collegate in serie e vengono servite una dopo l’altra. Dopo l’ultima utenza deve essere prevista una tubazione dedicata che chiuda l’anello verso il gruppo con intercettazioni generali.

Fig. 18: Distribuzione passante ad anello

APPLICAZIONI TIPICHE

Alberghi, ospedali, case di cura e di degenza.

 

OSSERVAZIONI

L’obiettivo è quello di generare la movimentazione dell’acqua in tutto l’anello ad ogni singolo prelievo riducendo al minimo il rischio di stagnazione. L’acqua raggiunge l’utenza da entrambe le direzioni mantenendo così una distribuzione equilibrata.

L’installazione è idonea per utenze che potrebbero essere utilizzate in maniera discontinua poiché il rischio di stagnazione è basso.

La distribuzione a collettore prevede un unico punto di ingresso nel locale bagno, dal quale partono tutte le diramazioni, ciascuna verso una singola utenza. Si beneficia in questo modo di una distribuzione equilibrata perché il prelievo di un’utenza non influenza le altre. Al contrario, l’utilizzo di un’utenza non consente la circolazione nelle altre derivazioni.. Per questo motivo è una tipologia generalmente utilizzata in ambito residenziale.

Fig. 19: Distribuzione a collettore
(*) solo in caso di collettore dotato di intercettazioni singole

APPLICAZIONI TIPICHE

Residenziale: appartamento, villa.

 

OSSERVAZIONI

L’impianto resta bilanciato nel caso di prelievi simultanei in utenze differenti.

In caso di necessità, per esempio durante le operazioni di manutenzione, è possibile intercettare solo la singola utenza.

È bene prestare attenzione alle possibili interferenze tra le tubazioni: in presenza di impianti a pannelli radianti è bene prevederne la posa su livelli diversi.

Fig. 20: Distribuzione a collettore con ricircolo al collettore
Fig. 21: Distribuzione a collettore con tee per derivazioni aggiuntive
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